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UT NEW TROLLS Live@puccini.fi (DVD) Diamante srl/Black Widow 2014 ITA

Una storia senza fine, quella dei New Trolls. Una sorta di “romanzone” spesso melodrammatico dal sapore agrodolce, che però ha fatto Storia. E quindi, piaccia o non piaccia, va conosciuto e studiato per capire davvero un significativo periodo della Musica Italiana e comprendere a fondo tutto ciò che ne è derivato. Proprio come uno di quei vecchi classici che si devono obbligatoriamente far studiare a scuola, nonostante qualcuno li possa ritenere eccessivamente tronfi. Ma se poi ci si ferma a studiare la vita vissuta e tutte le realtà, anche parallele, che hanno fatto parte integrante dell’esistenza dei protagonisti, ecco che lo studio si fa via via più interessante.
Gianni Belleno e Maurizio Salvi, batterista e tastierista, sono i due nomi storici della band genovese che a suo tempo firmò importanti album di prog italiano, in cui si univa spesso il rock alla musica classica. I primi seventies (così come gli ultimi anni del decennio precedente) avevano visto parecchi esperimenti simili, alcuni riusciti e altri (molto) meno. Numerose le vicende, le diatribe, le scissioni e le reunion con variazioni di stile per i New Trolls. Buona parte vissute in prima persona da Belleno, uno degli storici fondatori nel lontano 1966, dal forte retroterra classicamente rock, tanto da aprire in gioventù i concerti dei Rolling Stones. E poi Maurizio Salvi, maestro di musica e direttore d’orchestra, che entra in gioco poco prima del celeberrimo “Concerto grosso per i New Trolls” (1971), sulle musiche di L. E. Bacalov opportunamente arrangiate. Tutti passaggi da dover obbligatoriamente conoscere e tenere bene a mente per comprendere la funzionalità del progetto UT New Trolls, formato nel 2011 da coloro che erano stati uniti anche in quella sorta di “diaspora” che avrebbe poi dato vita agli Ibis all’epoca della prima scissione (con i New Trolls Atomic System dall’altro lato). Nel 2012 esce il primo lavoro ufficiale, “L'anima prog dei New Trolls - Live in Milano”, con riproposizioni soprattutto dei pezzi di quel “UT” (1972) molto incensato dalla critica, anche internazionale. L’anno seguente è la volta di “Do ut des”, prima esperienza in studio con brani inediti, e poi ecco questo dvd girato al Teatro G. Puccini di Firenze il 16 ottobre 2014. Un’acustica ottima, con un eccellente bilanciamento dei suoni e delle voci che rende merito all’ottimo lavoro di Davide Perico.
La musica, per fortuna, viene ben interpretata e resa con sonorità attuali, anche grazie al lavoro chitarristico di Claudio Cinquegrana, personaggio che per età non stona affatto accanto ai due protagonisti e che allo stesso tempo ha avuto modo di collaborare con personaggi del rock duro come Glenn Hughes e Roberto Tiranti dei Labirynth (ma anche lui nei New Trolls). Per tutto questo insieme di cose, Cinquegrana risulta essere l’elemento ottimale per il corso intrapreso dai due genovesi, rimodernando un sound classico senza stravolgerlo o – peggio ancora – renderlo pacchiano. Ci sono poi il bassista Paolo Zanetti ed il secondo tastierista Stefano Genti, che quando canta “Paolo e Francesca” induce a chiedersi cosa ci faccia il cantante Umberto Dadà sul palco, che fino a quel momento aveva più che altro partecipato ai cori. Sì, perché dopo l’energica “Intro” presa dalla parte live di “Searching for a land” (1972), avevano fatto seguito “I Cavalieri del Lago dell'Ontario” da “UT” e “L’Amico della Porta Accanto” da quell’album col punto interrogativo pre-Ibis. Esecuzioni ottime, ma con cori e falsetti isterici che magari un tempo facevano sembrare tanto sfrontati e cattivi. Era stato poi il momento dell’ampia parentesi neo-classica con le estrapolazioni dai primi due ”Concerto grosso” (1 e 2), realizzata grazie all’energica ospite Elisabetta Garetti, insegnante e primo violino presso il Conservatorio Paganini di Genova. Bene, ma il frontman era necessario? Sì, perché già su “Chi mi può capire” Dadà offre una prova magistrale, frutto delle sue passioni per colleghi del calibro di Steve Perry (Journey) e del compianto Brad Delp (Boston). Non è casuale poi l’ammirazione per Massimo Ranieri, soprattutto dopo aver sentito e risentito la bellissima interpretazione colma d’emozione di “Oltre il Cielo”, da “Do ut des”, resa in una versione nettamente migliore rispetto a quella in studio, divenendo qualcosa di sostanzialmente diverso. Chiusura con il classico “Quella Carezza della Sera”.
Che aggiungere? Belleno suona la batteria con grande tecnica ed allo stesso tempo energia, facendo avvertire una grande forza fisica. Difficile non pensare nei tratti più irruenti ad un certo John Bonham… Salvi, dal canto suo, continua ad essere in tutto e per tutto il direttore musicale di sempre, dirigendo sul palco alla vecchia maniera, non rinunciando ai virtuosismi tastieristici. I due, indubbiamente, si divertono e danno quindi un senso profondo a questa avventura nata da un paio di anni. Un bel dvd, anche se molto spartano. Il contenuto può essere allettante un po’ per tutti i palati (tanto, coloro che ritengono utile o inutile questo prodotto si divideranno in egual misura), andando anche oltre alle soluzioni che ai nuovi ascoltatori potrebbero apparire come datate e legate ad un preciso momento musicale. Un periodo che come detto all’inizio va rigorosamente studiato nei suoi vari sviluppi, nel bene e nel male.


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Michele Merenda

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