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RUDOLF HEIMANN Touch the sky Musique Intemporelle 1992 (Spheric Music 2017) GER

Questa è una operazione di ripescaggio piuttosto interessante ad opera della lodevole Spheric Music, riesumare il secondo cd di Rudolf Heimann, "Touch The Sky", uscito nell'antico (!) 1992 e rimasterizzarlo grazie all'ottima mano del leggendario ed eclettico Eroc, alias Joachim Heinz Ehrig, molti lo ricorderanno come batterista dei Grobschnitt oltre che apprezzato artista solista. Rudolf Heimann fa parte della larga schiera dei militanti tastieristi dediti alla musica elettronica più incline al progressive rock e soprattutto con profonde radici nella scuola berlinese di derivazione Tangerine Dream/Klause Schulze periodo anni '80. Il primo disco di Rufolf Heimann è uscito nel 1991, "Strange Delight", successivamente un paio di cd sempre con la Speric Music, "Twilight Voyager" e "Tide" quest'ultimo pubblicato nel 2010, ed ancora più recentemente una serie di dischi pubblicati come cdr per altre piccole label discografiche di musica elettronica.
Con un po’ di ironia ho citato il 1992 come un periodo del lontano passato ed in effetti questo disco è decisamente un prodotto dei suoi tempi, con passaggi che forse suonavano già allora davvero un po’ datati con un utilizzo del sax, fortunatamente sporadico, decisamente sopra le righe come avveniva ancora sovènte in quegli anni di ultimissimi sussulti ottantiani... In realtà, se mettiamo da parte la facile ironia verso un prodotto suonato da musicisti ancora relativamente giovani e con molto da maturare, "Touch The Sky" offre diversi momenti di interesse e decisamente godibili: questo cd è una evoluzione delle idee ancora un po’ acerbe presenti in "Strange Delight", quindi in buona parte un rock elettronico strumentale piuttosto robusto, che ha le proprie radici principali nei Tangerine Dream più radiofonici e dinamici, con diversi spunti vicini ad un Mike Oldfield altrettanto radiofonico, specialmente grazie ai buoni interventi di chitarra di Holger Strausberg, ed immancabilmente ai Pink Floyd.
La musica di Heimann suona spesso come un lavoro collettivo ed organico, diversi brani sono stati infatti composti e registrati insieme ai suoi amici collaboratori, Christoph Nolte alla chitarra acustica oltre che al già citato Strausberg, Bernd Rasche anche lui ai synths, il sassofonista Ralph Schoenenberg... salvo ahimè una classica batteria programmata che fortunatamente non fa troppi danni. Le sonorità sono dunque quelle dell'epoca, gelide ed allo stesso tempo avvolgenti, ipnotiche con il pulsare perpetuo dei synths, romantiche e sognanti nelle melodie , con un gusto vagamente new-age tipico dell'epoca, e con qualche competente impennata elettrica che non guasta. Un brano abbastanza rappresentativo per lo stile di Heimann è anche uno dei miei preferiti "Ain't Easy To Fly", pur senza grandi progressioni ritmiche compendia tutte le sue caratteristiche, inizia con la tensione in crescendo dei Tangerine Dream per poi evolversi drammaticamente in un climax pinkfloydiano vicino al Richard Wright di "Wish You Were Here" e chiudere efficacemente con una penetrante chitarra elettrica che piacerebbe a Mike Oldfield.
L'attenzione per i dettagli eleva così questo cd al di sopra della media: pur con qualche sbavatura ed immancabile sbandamento melenso, inevitabile quando si flirta con certe atmosfere new-age, l'ascolto di "Touch The Sky" è nel complesso piuttosto intenso e soddisfacente... Collezionisti ed amatori dell'elettronica più romantica sapranno apprezzare.



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Giovanni Carta

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