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KRAKOW minus Karisma Records 2018 NOR

Quella dei norvegesi Krakow è una carriera cominciata in embrione nel 2003 e che tra cambi di formazione ha portato per il momento la pubblicazione di due EP, un live album e quattro full-length, di cui questo “minus”(scritto dai diretti interessati con lettera minuscola) è ad oggi l’ultimo lavoro sfornato. Di prog inteso nel senso classico (e stereotipato) del termine, non ce n’è per nulla. Vi è sicuramente l’obiettivo di andare oltre i soliti parametri metal, ma in confronto potrebbero apparire più “progressivi” i Mastodon. Il tentativo di combinare qualcosa di diverso rispetto agli standard settoriali è comunque evidente, concentrandosi così nel ricreare atmosfere tragiche e atonali, in cui incombe qualcosa di imminente e catastrofico come una gelida burrasca nord-europea, annunciata da dei nuvoloni tanto minacciosi quanto impenetrabili.
La prima parte è sicuramente quella più metallica, dove i generi di riferimento sono il doom e anche un po’ lo sludge. Da sottolineare l’ottimo assolo di chitarra dell’ospite Phil Campbell (Motörhead) sull’iniziale “Black Wandering Sun”, davvero trascinante, mentre “The Stranger” è senza dubbio la più varia. Anche qui incombe quella sensazione da tragedia tempestosa di cui si parlava prima, ma gli elementi sono tanti, variegati e sembrano bene assemblati. Persino il cantato growl che spunta verso la fine del brano appare azzeccato, assieme a quelle che risultano essere delle partiture soliste di chitarra abbastanza atipiche. Da rimarcare poi la parte conclusiva, con la title-track e “Tidlaus”, in cui ci si sgrava dalla pesantezza e con delle composizioni per lo più strumentali la proposta diventa ancora più articolata. Nel finale vi sono anche delle improvvise aperture corali, magari più vicine al concetto di post-rock.
Poco probabile che questa uscita possa interessare qualcuno del pubblico prog; sarà comunque molto seguito dalla platea metal ormai quasi indifferente ai modelli degli eighties ed invece propensa a guardare verso nuove combinazioni. Questo settore “metallico”, in effetti, al di là dei gusti personali sembra quello più propenso ad espandere i propri (oscuri) orizzonti.



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Michele Merenda

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