| |
| YONIN CO.BAYASHI |
Ippatsu senkin |
Rubber Soul Records |
2025 |
JAP |
 |
Questo disco nasce dalla comune passione di un gruppo di amici verso la storica band degli Yoninbayashi, che animò il panorama prog giapponese degli anni ’70 e autori di almeno un disco che non dovrebbe mancare in nessuna collezione degli appassionati, “Ishoku-sokuhatsu”. Gli Yonin Co.Bayashi nascono nel 2011 ed iniziano a suonare le cover dei loro idoli ottenendo un discreto successo nei locali di Tokyo e dintorni. Dopo un bel po’ di annetti, la band pubblica questo disco di inediti, intitolato “Ippatsu senkin”. La line-up è costituita da Toranosuke Katsumata (voce e chitarra), Kenji Maeda (chitarra), Tsuguru Shioda (tastiere), Takashi Ohmori (basso) e Kunio Asanoi (batteria). Come prevedibile, il sound proposto in questo lavoro rimanda in maniera impressionante agli Yoninbayashi, muovendosi tra modernità e passatismo e esplorando prog, psichedelia, reminiscenze floydiane, hard rock e blues rock. Se “Wandering” è un’intrigante introduzione strumentale e atmosferica di poco più di un minuto e mezzo, ecco che “Hi ga ochiru” ci fa entrare nel pieno dell’album con rimandi ai Pink Floyd di “The dark side of the Moon” e con una curiosa parte centrale più aggressiva. Si prosegue tra il rock melodico di “Soratobu enbankara ototo ga oritekita yo”, i netti richiami a “Ishoku-sokuhatsu” con “Yugure o mukaeru machi” (che include splendidi assoli di chitarra gilmouriani) e “Koyoi mo ore no neko to”, l’hard-prog-rock moderno di “Manroame wa yamanai”. Discorso a parte per le ultime due tracce, visto che sono presenti come ospiti due membri degli Yoninbayashi. Alla title-track, una trascinante cavalcata di nove minuti in vena di Uriah Heep, partecipa il chitarrista Katsutoshi Morizono e questo pezzo include “Ganji”, scritto da quest’ultimo insieme al musicista di culto Katsumi Kobayashi per un manuale didattico di chitarra. La conclusiva “Hitsujikai no uta” è una cover di una canzone risalente ai primi anni di attività degli Yoninbayashi, mai registrata per un album in studio e che può essere ascoltata in tre versioni diverse (una live e due demo) solo sul primo cofanetto “From the vaults”, contenete live e rarità. Qui oltre a Morizono suona anche il batterista Daiji Okai della band originale e per l’occasione siamo di fronte ad un bel tuffo nel passato, con conseguente immersione in un sound carico di groove avvincente. “Ippatsu senkin” è un disco sicuramente nostalgico e destinato ai nostalgici del rock giapponese dei seventies, ma contiene comunque cinquantuno minuti di buonissima musica. Curioso e divertente l’artwork, che riprende un primo piano del primate raffigurato su “Ishoku-sokuhatsu”, che indossa degli occhiali sulle cui lenti si vedono altri elementi di quella celebre copertina.
|
Peppe Di Spirito
|