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ELFFERICH FOUR Eccentricity Greatwinds/Musea 2007 NL

Quarta prova per questo power trio di hard jazz olandese con basso, batteria e chitarra, elementi fusion e blues. Il gruppo esordì nel 1992 con il disco Curiosity, seguito nel 1995 da Electricity, e poi ancora Special Four nel 2006. All’inizio del 2007 il leader, compositore, batterista e fondatore del gruppo Jeroen Elfferich, dopo un rimpasto d’organico propone 11 nuovi brani all’incisione e quel che ne esce è questo lavoro particolarissimo e a tratti strambo.
La cosa che salta per prima all’attenzione è l’incredibile attitudine del trio a muoversi con su tempi dispari complessi e mai ripetitivi. Altre due considerazioni importanti sono in merito alla linearità e la scioltezza con la quale Elfferich “porta” il brano e che, nonostante l’unico elemento “melodico” del gruppo sia il chitarrista Rik Fennis, giacché il bassista Bert van der Mullen è eminentemente ritmico, il disco è ricco, proprio in senso musicale.
11 brani piuttosto brevi, il più lungo arriva a malapena ai 5 minuti della title track, per complessivi 41 minuti di crossover jazzistico di grande levatura tecnica, che appaga grazie al continuo variare della formula: infatti troviamo dal grezzo rock blues dall’opener “Shower”, al jazzy psichedelico di “Wintersleep”, per passare dal groove funky alternativo di “Carabas” o al poderoso jazz rock di “Rupert's Roof” o alla delicata e riservata “Lucky”. Il tutto, come detto, ponendo sempre come prioritario lavorare su contorti tempi dispari.
Il disco necessita di ripetuti ascolti per poter essere ben apprezzato, ma alla fine entra e una volta che le sue trame si siano aperte, assicura ampia godibilità, per questo, pur non potendo iscriverlo tra le grandi uscite dell’anno, vado tranquillamente a consigliarlo.

 

Roberto Vanali

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