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FLOATING STATE White flower autoprod. 2001 ITA
Davvero affascinante la proposta dei pugliesi Floating State, sestetto molto preparato e con le idee chiare, con ottima preparazione live e con questo demo-cd all'attivo, contenente due lunghi brani che riflettono solo parte del loro songbook. Il genere proposto è ovviamente rock progressivo, intriso di poesia ed intelligenza, un raro equilibrio tra ragione e sentimento che si riflette nelle citazioni letterarie e nei temi impegnati che animano le loro composizioni, così come nel romantico ed emotivo amalgama tra piano, fiati e chitarre, marchio di fabbrica dei sei. Una musica avvolgente che solo in parte è viziata dalla registrazione artigianale, e sottolineo solo in parte perché le idee, l'energia e la perizia profusa sono davvero notevoli, e di questo se ne è accorto addirittura Pete Gee dei Pendragon, uno dei primi e più entusiasti estimatori dei FS. Prog romantico ma non stucchevole, sorretto da una frizzante sezione ritmica che asseconda le frequenti e bizzarre variazioni, allietato da intelligenti inserti di piano e sax e da gradevoli incursioni folk/celtiche e, per converso, jazz/psichedeliche in puro stile Canterbury. Ottime le parti vocali, soprattutto nei momenti più corali e felici; entusiasmante la ritmica. La band pare a proprio agio con brani dalla lunga durata, "Winds of time" e "White flower" sono infatti due suite (la seconda più complessa e suddivisa in tre movimenti) costruite su concetti che attingono dalla letteratura occidentale come dalla filosofia orientale, eseguite con gioia, destrezza ed una spiccata attitudine anni '70. Da seguire con molta attenzione, mi raccomando.
 

Donato Zoppo

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FLOATING STATE Thirteen tolls at noon 2003 
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