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LUNAR CHATEAU Lunar chateau Musea 1994 USA

Il fatto che ci si trovi di fronte ad una formazione triangolare tastiere/basso/batteria potrebbe far sospettare una certa influenza nella musica di questa nuova band statunitense, ma... Sorpresa! Non di EL&P si tratta (se non nei limiti delle esigenze imposte dalla strumentazione), ma di un altro fantasma che comunque aleggia incombente nel corso di tutto il CD, fantasma che risponde al nome di ALAN PARSONS PROJECT. Sembra che ogni volta che scrivo una recensione non riesca a fare a meno di trovare un parametro di raffronto... ma come si fa davanti a tanta evidenza? Alcune melodie potrebbero tranquillamente essere uscite da "I Robot" o "Eye in the sky", tanto sono costruite su tali schemi, la voce di Paul Sekulovich (uno dei tre fratelli che compongono la band) è poi praticamente identica a quella di Eric Woolfson, vale a dire il più caratteristico dei cantanti usati nel Project. Sarà perché io ho in casa tutti i dischi di Alan Parsons, ma a me la cosa sembra funzionare piuttosto bene. Anzi, i LUNAR CHATEAU ci permettono di apprezzare quella che probabilmente sarebbe stata la musica dell'ex tecnico del suono dei Pink Floyd se fosse stato un artista progressive: via le batterie troppo sincopate, via i suoni troppo tecnologici, via la voce di Lenny Zakatek... e il risultato cattura l'ascoltatore. Se mi passate l'espressione, sarebbe il caso di dire che i L.C. fanno Alan Parsons meglio di Alan Parsons. L'aver parlato di tale influenza vi avrà comunque già fatto capire come tutta l'attenzione del trio sia concentrata sull'aspetto melodico (importante in questo senso il massiccio uso del pianoforte), tanto che probabilmente qualche brano sarebbe più adatto ad esser passato per radio che non alle esigenti orecchie del pubblico progressivo. Ma il senso della melodia posseduto dal trio è davvero di prim'ordine... e chissà che fra qualche anno i L.C. non riescano a scalare le charts. lo glielo auguro, ma per adesso mi limito a consigliare questo CD soltanto per un ascolto non eccessivamente impegnato. I fan del Project ne saranno comunque deliziati.

 

Riccardo Maranghi

Collegamenti ad altre recensioni

LUNAR CHATEAU Beyond the reach of dreams 2001 

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