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METAMORPHOSIS Nobody cares autoprod./ Galileo 2004 SVI

Abbiamo conosciuto il polistrumentista Jean Pierre Schenk in occasione del suo debutto discografico in cui aveva dato vita ad un progetto personale, pubblicato per una ristretta cerchia di amici, e poi passato in un secondo momento all’attenzione di una fetta più ampia di pubblico. La sua vena poetica non si è certamente esaurita e così Jean Pierre torna in scena con idee messe ben a fuoco e con la volontà di realizzare un album più completo e meglio delineato. Il salto qualitativo rispetto al traballante debutto è ben evidente e le nuove composizioni risultano meglio realizzate sia dal punto di vista della resa sonora che da quello compositivo. Jean Pierre rimane al timone del gruppo, avendo curato ancora una volta l’aspetto compositivo e la realizzazione dei testi e avendo altresì suonato tastiere, basso e cantato. La band è completata inoltre dai chitarristi Giova Esposito e David Grillon e dalla flautista Milena Zaharieva che fa la sua unica apparizione nella delicata “Full Moon’s Rising Tonight”. La musica, piana e lineare, si propone in continuità con le produzioni dei Pink Floyd più rarefatti e romantici, rievocandone il sapore e le atmosfere. Nella sua semplicità la musica di questo nuovo lavoro appare gradevole e godibile anche se decisamente non originale. Il grosso del lavoro è svolto dalle tastiere del nostro factotum Schenk che si impegna nell’intessitura di textures di effetto. Non possiamo comunque non notare la presenza di ampi spazi di miglioramento, per composizioni sì godibili, lo abbiamo detto, ma comunque sofferenti per la mancanza di una certa coralità, di quel lavoro di gruppo che dona maggiori sfaccettature e profondità alle idee del comunque abile Schenk.

 

Jessica Attene

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