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MINDFLOW Mind over body Unlockyourmnind Production 2007 BRA

Avete presente Antonio Cassano nella parentesi al Real Madrid? I Mindflow mi fanno venire in mente proprio il “talentino” di Bari vecchia.
Ci sono, infatti, giocatori che hanno una classe infinita ma che per presunzione, scarsa voglia di allenarsi e di mettersi al servizio della squadra rimangono nel limbo dei giocatori bravi ma senza quel “quid” per emergere sui grandi palcoscenici del calcio.
Ci sono anche dischi curatissimi, patinatissimi, con confezioni iperlussuose, che nascondono il vuoto nel momento in cui premi il tasto play. Ci sono lavori, e questo è uno di quei casi, che potranno essere portati come esempio per rappresentare la fine di un movimento che oramai ha poco da dire, come quello del progmetal.
I Mindflow vengono dal Brasile e questo è il loro secondo lavoro. A differenza dei connazionali Angra non hanno né spunti melodici né doti compositive. Hanno solo un’enorme tecnica strumentale che, non essendo messa al servizio della musica che suonano, risulta vana.
La peculiarità di questo gruppo è quella di unire il suono dei Pain of Salvation (a tratti sembrano una copia, soprattutto la voce) con le ballate tipiche dei gruppi che hanno come punto di riferimento i Dream Theater. Si raschia il fondo del barile per cercare qualcosa di innovativo in un movimento che oramai ha detto tutto o quasi tutto.
Questo lavoro, “Mind over body”, è un concept: un racconto che parla del rapporto tra mente, cuore e corpo, relazione da cui nascono tutte le emozioni...
Da un punto di vista musicale, dell’idea di concept ne troviamo veramente poco. Siamo davanti, infatti, a nove brani, sei dei quali superano i sette minuti tutti molto slegati fra loro. Il tutto per un totale di ottanta minuti che son veramente troppi, anche per i fan scatenati di Pain of Salvation e compagnia danzante. Soprattutto nei brani lunghi come “Follow Your Instinct” o “Crossing Enemy’s line” troviamo gli enormi limiti di questo gruppo.
Tutto sembra essere composto senza una struttura portante. Manca, infatti, un elemento catalizzatore che accentri i vari concetti musicali che il gruppo propone (a volte anche tre-quattro nello stesso pezzo). A tratti si fa veramente fatica ad arrivare alla fine di un brano... ed è un peccato perché certe idee sviluppate in altri modi avrebbero portato a risultati più soddisfacenti. Le ballate come “Thousand miles for you” o “A gift to you”, poi, son veramente così simili a pezzi come “Sorrounded” e “The spirit carry on” nell’approccio, da irritare anche il più sereno degli ascoltatori.
Pensandoci bene più ascolto questo disco e più mi vengono in mente gli americani Watchtower: grandissimo gruppo, grandissime idee, grandissima tecnica ma poco cuore e poca umiltà per unire tutti gli aspetti. In questi casi è inutile parlare della perizia tecnica (che è notevole) dei componenti.
Fa invece pensare e sorridere che, come dice il gruppo nelle note introduttive, questo lavoro non è fatto per essere ascoltato (...e se lo dicono anche loro...) ma per essere sentito col cuore e cantato con l’anima.
Come sempre più accade in questi ultimi tempi la cosa più interessante di questa proposta è una bellissima confezione digipack con 2 libretti uno con i testi e uno con la versione a fumetti del concept stesso, che risulta la cosa più interessante di questo “Mind over body”.
Seguiamo volentieri il consiglio del gruppo e penso che difficilmente si tornerà ad ascoltare questo lavoro.
Un disco da quattro e mezzo...

 

Antonio Piacentini

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