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OSANNA Rosso rock Afrakà 2012 ITA

Qualsiasi appassionato sa benissimo che il 1972 è stato un anno fondamentale per il prog, soprattutto in Italia, dove esordivano varie band rimaste poi nella storia, a partire dalla Premiata Forneria Marconi e dal Banco del Mutuo Soccorso. Non erano al debutto gli Osanna, che avevano già pubblicato “L’uomo”, ma anche loro hanno oggi un quarantennale da festeggiare. In quell’anno, infatti, usciva la colonna sonora di “Milano Calibro 9”, nota anche con il titolo di “Preludio, tema, variazioni e canzona”. In collaborazione con Luis Enriquez Bacalov, reduce dal successo del “Concerto grosso” con i New Trolls, il gruppo partenopeo segnava in modo forte il suo incontro con l’orchestra, realizzando un album bellissimo, equilibrato e pieno di spunti che oggi andrebbero un po’ rivalutati, visto che quando si parla degli Osanna si tende a ricordare principalmente “L’uomo” e “Palepoli”, dimenticando un po’ troppo spesso quest’altro grandissimo lavoro. Ma parlavamo di festeggiamenti e per celebrare il quarantesimo anniversario di “Preludio, tema, variazioni e canzona”, Lino Vairetti e compagni hanno pensato bene di portare in scena quelle note, sono volati in Giappone e al Club Città di Kawasaki si sono esibiti con l’ausilio dell’orchestra d’archi Tokyo Vielle Ensemble nel novembre del 2011. Registrato in presa diretta, quel concerto viene ora pubblicato senza sovraincisioni, con il titolo “Rosso rock” (che è inoltre diventato anche l’etichetta di un vino!). Una performance magistrale, una brillante qualità sonora e quel connubio perfetto tra gruppo rock ed orchestra che già era evidente nel disco originale ci fanno gustare nel migliore dei modi la splendida esibizione degli Osanna. E’ un piacere enorme e rinnovato riascoltare quel “Preludio” classicheggiante e quelle “Variazioni” che delineano la visione del prog sinfonico della formazione napoletana, capace di incantare con un sound ora altisonante, ora pacato e riflessivo, ora vibrante e caloroso. E che dire del finale in grande stile affidato alla sempreverde “There will be time”, con il suo mood malinconico, e alla ripresa del “Preludio”? Come se non bastasse, gli Osanna hanno pensato bene di arricchire il cd di altre tre tracce. Innanzitutto è presente una rivisitazione di “Fiume”, piacevolissimo brano melodico tratto da “Landscape of life”. Poi due brani completamente inediti: “’o culore ‘e Napule”, che attualizza un po’ le tematiche di “Palepoli” e “Suddance”, con un rock partenopeo, rigorosamente cantato in dialetto, vivacissimo e che descrive le contraddizioni di una città meravigliosa che nel bene e nel male fa sempre parlare di sé; infine c’è “Rosso rock”, una canzone d’atmosfera, misteriosa, affascinante e che si lega al repertorio di Peter Hammill, per merito di una citazione della sua “The light continent”. Ennesima grande perla, quindi, per la band guidata da Lino Vairetti, ancora una volta capace di rinvigorire un patrimonio sonoro che conferma di essere di inestimabile valore. “Rosso rock” prevede anche due dediche particolari: una a Sergio Bardotti che aveva prodotto il disco del 1972 e l’altra al piccolo Samuel Vairetti, “nato nel 2012, testimone, nel segno della continuità, della futura musica rock”.


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Peppe Di Spirito

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