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PROPHEXY Alconauta UK Division 2008 ITA

I Prophexy vengono da Bologna. Gruppo piuttosto noto nel circuito del metal locale, sono conosciuti in ambito prog anche per avere aperto i concerti di Accordo dei Contrari, Anekdoten e Sleepytime Gorilla Museum.
Questo “Alconauta” è il primo loro lavoro ufficiale (sono comunque da citare un cd autoprodotto e un paio di demo) anche se forse il nome di questo gruppo era già conosciuto per la cover “The great deceiver” sul tributo Mellow ai King Crimson.
La musica contenuta in questo lavoro spazia parecchio, dal metal al rock d’avanguardia. C’è molta carne al fuoco in questi otto brani con risultati, seppur apprezzabili, non sempre positivi. La loro proposta musicale può ricordare sotto vari aspetti quella intrapresa negli ultimi lavori dai friulani Garden Wall, ma non messa così a fuoco come fatto da Alessandro Serravalle e compagni. Possiamo anche trovare molti riferimenti al lavoro dei più famosi bolognesi Deus Ex Machina, l’amore per i King Crimson e per la scena metal comunque aleggia su tutte le composizioni
Quello che esce fuori dalle tracce di questo CD, non è brutto tutt’altro, tuttavia i momenti in cui sembra di essere di fronte ad un “casino organizzato” non mancano, purtroppo.
Le buone doti tecniche dei membri del gruppo non riescono a venire messe in luce, anche la bella voce di Matteo Bonazza a volte risulta troppo forzata e non rende per quanto effettivamente può dare. Risultano, tuttavia, molto belli e a tratti azzeccati gli inserti di flauto come anche molto valida la sezione ritmica.
Tra i brani da ricordare di “Alconanuta” sicuramente sono da citare il brano che apre il lavoro “Illuminatic” e la centrale “Plasticosmic”, pezzi dove il gruppo bolognese riesce a mostrare al meglio le proprie capacità e a presentare i tratti sonori più originali. Coraggiosa per un disco del genere l’idea di proporre testi in Italiano, visto che un lavoro di questo genere dovrebbe essere apprezzato oltre i confini della nostra penisola.
Chi ama, comunque, un determinato approccio molto metallico al rock progressive potrebbe trovare pane per i propri denti.
Col tempo i Prophexy potrebbero diventare una bella realtà perché questo lavoro contiene buoni semi con i quali far nascere qualcosa di bello musicalmente parlando, basta lavorarci sopra e abbandonare quello che da un punto di vista sonoro non serve più di tanto.

 

Antonio Piacentini

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