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UZVA Tammikuinen tammela Yl÷smatka 2000 FIN

Nati da una costola degli H÷yry-Kone, gli Uzva propongono un genere piuttosto diverso da essi: una musica che oscilla tra momenti di jazz-rock e di intimismo malinconico tipicamente nordico, senza tratti spigolosi e dissonanti ma caratterizzati invece da una tristezza di fondo che magari appare tale solo alle nostre orecchie mediterranee. Il disco, interamente strumentale, Ŕ praticamente costituito dall'opera omonima (sulla quale non so dire null'altro se non la traduzione in inglese: "Tammela in January"), divisa in un "Intro" e 5 parti. E' particolarmente importante, nell'ottica del risultato e delle atmosfere che vengono create, la presenza di strumenti particolari come clarinetto, corno francese, cello etc. Devo dire la veritÓ: il disco Ŕ ben suonato e predispone l'ascoltatore in maniera piuttosto positiva nei suoi confronti: si tratta di musica colta, ma abbastanza ben assimilabile. Tuttavia mi ha fatto un'impressione migliore al primo ascolto che durante i successivi, forse perchÚ non si riesce appieno a entrare in sintonia con quanto il gruppo vuol veramente rappresentare.

 

Alberto Nucci

Collegamenti ad altre recensioni

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UZVA Uoma 2006 

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