Home
 
SUBMARINE SILENCE Submarine silence Mellow 2001 ITA

Cristiano Roversi e David Cremoni, membri dei Moongarden, con i quali hanno realizzato quest'anno il fantastico "The gates of Omega", si cimentano in un nuovo progetto denominato Submarine Silence. Quest'album serve soprattutto a sfogare la voglia di realizzare un cd di prog sinfonico-romantico nella più comune accezione del termine. I brani, tutti strumentali, si dipanano infatti attraverso soluzioni che faranno la gioia di qualsiasi amante di gruppi quali Genesis e Camel. Certo, si tratta delle stesse influenze dei Moongarden, ma mentre questi ultimi cercano di personalizzare al massimo la loro proposta, con i Submarine Silence il tributo verso questi artisti è nettissimo. Ma, sia ben chiaro, il risultato finale è tutt'altro che scontato, essendo composto da 10 ispiratissimi brani che sono veri gioielli di romanticismo.

I chiari riferimenti alla musica dei gruppi che influenzano questo progetto si avvertono nei tocchi banksiani di Roversi uniti alle chitarre di Cremoni, che a tratti si fa guidare dall'amore per la grazia e l'eleganza dei momenti acustici cari a Phillips, altre volte si lancia in epici solos alla Latimer. I due musicisti sono autori in coppia di tutti i brani, tranne della prima traccia "The door", accreditata al solo Roversi e che in pratica è una breve introduzione fatta col piano elettrico. A definire la line-up c'è il batterista Emilio Pizzoccoli che collabora a questo progetto col suo drumming preciso e mai invadente, completando un meccanismo praticamente perfetto. Pur essendo un lavoro prettamente romantico, non manca qualche momento più dinamico con accenni new-prog presenti in alcune composizioni che non avrebbero affatto sfigurato su "The gates of Omega". Tuttavia, si può tranquillamente affermare che i Submarine Silence si ispirano soprattutto agli anni '70, sfruttando una produzione molto limpida e pulita, ma utilizzando anche strumenti molto in voga nei seventies come l'organo Hammond, il mellotron e le chitarre acustiche a 6 e a 12 corde. E infatti la grande delicatezza del Phillips dei primi Genesis e di "The geese and the ghost" viene fuori continuamente durante l'ascolto dell'album, per merito degli arpeggi acustici di Cremoni e di quei sottofondi di mellotron che colpiranno diritto al cuore i nostalgici.

In poche parole si tratta di un album che stregherà sicuramente i molti fans del prog più romantico, lontano volutamente da qualsiasi ricerca di originalità e/o situazioni spigolose, ma capace di emozionare con una musica passionale che sarà apprezzata notevolmente da chi è alla ricerca di quel sound che ha reso popolari musicisti come Banks, Phillips, Hackett, Rutherford, Latimer, Gilmour, Rothery, etc. E a completare l'opera segnalo la fantasiosa copertina disegnata appositamente da un grandissimo personaggio degli anni d'oro del prog: Mr. Paul Whitehead; per chi non lo sapesse (e spero siano in pochissimi.) autore di alcune delle più celebri cover di gruppi quali Genesis e Van der Graaf Generator. Scusate se è poco.

 

Peppe Di Spirito

Collegamenti ad altre recensioni

CATAFALCHI DEL CYBER Il bis 2016 
CAVALLI COCCHI LANZETTI ROVERSI Cavalli Cocchi Lanzetti Roversi 2011 
CRISTIANO ROVERSI The park 2004 
CRISTIANO ROVERSI Antiqua 2012 
LANZETTI ROVERSI Quasi English 2015 
MOONGARDEN Moonsadness 1994 
MOONGARDEN Brainstorm of emptyness 1996 
MOONGARDEN The gates of Omega 2001 
MOONGARDEN Round midnight 2004 
MOONGARDEN Songs from the lighthouse 2008 
MOONGARDEN A vulgar display of prog 2009 
MOONGARDEN Align myself to the universe 2018 
SUBMARINE SILENCE Journey through mine 2016 

Italian
English