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The Voice Impossibile è tornato con un disco, ”Eclectilanz”, il cui titolo la dice lunga sulle sue intenzioni di spaziare in lungo e in largo attraverso i generi musicali. E allora Bernardo Lanzetti, un pezzo di storia del Progressive italiano, affronta, nei quindici brani che compongono la sua ultima fatica discografica, tutta una serie di prove impegnative, avventurose, inattese e in qualche occasione un po’ scontate. In questo album possiamo ascoltare la sua inimitabile voce in un vertiginoso alternarsi di situazioni: e così dal tango vagamente psichedelico di “Tango In The Woods” si passa, traccia dopo traccia, all’incalzante hard di “The Battle”, alla debussiana “Romance”, alla melodica e briosa “Canzone Segreta”, all’iper-sperimentale “E-Clec-Ti-Ca”, alla canzonettistica “Two Of Evering”.
In questo vortice di sensazioni, meritano una piccola citazione due brani come “BrassPsalm”, stralunato incontro tra fiati sintetici e voce, e “Call Me Alias”, con una solida slide a riscaldare la gelida atmosfera creata dalle voci.
L’eclettismo di Lanzetti viene in qualche misura esaltato dal sua capacità di esprimersi in diverse lingue: oltre che in italiano e in inglese, anche in francese, in spagnolo ed in greco antico.
Esperimento riuscito? Direi di sì, in larga misura. “Eclecticlanz” è un quadro composito, elaborato, ricco di suggestioni ed idee che in qualche occasione fanno a pugni tra di loro. Ma è anche un quadro vitale, dinamico, piacevolmente sorprendente. Forse qua e là fa capolino un po’ di autocompiacimento, ma è un piccolo difetto, un trascurabile limite di un album apprezzabile.
Si tratta comunque di un lavoro originale che ha il merito di riproporre all’attenzione degli appassionati un musicista di grande spessore ed una voce che è ormai da considerare come un patrimonio del Progressive nazionale.
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