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IZZ Everlasting istant Doone Records 2015 USA

Con “Everlasting Istant” si viene a chiudere una trilogia iniziata nel 2009 con “The Darkened Room” e continuata nel 2012 con “Crush of Night”. La continuità artistica è assicurata, oltre che da una certa somiglianza stilistica, anche dal ricorrere, in questo ultimo episodio, di temi melodici e vocali già apparsi nei precedenti lavori e che si riversano, come tanti affluenti, ad ingrossare un fiume musicale cristallino e sinfonico. Capite subito insomma che il gruppo americano non ci riserva grosse sorprese, né brutte né belle, e, se abbiamo ben presente la sua più recente produzione, sappiamo che non ci allontaneremo troppo da quel seminato.
Qualche piccolo aggiustamento comunque c'è ed il più significativo è sicuramente rappresentato dal grande ritorno della voce di Laura Meade che avevamo ascoltato per l'ultima volta nel 2005 sul buon “My River Flows” e che va ora ad affiancarsi a quella della sua sostituta AnMarie Byrnes, entrata nell'organico del gruppo proprio agli inizi di questa trilogia. Le due cantanti sono inoltre coadiuvate dai due fratelli Galgano, Tom (tastiere) e John (basso e chitarre), che intervengono sia nelle parti corali sia in quelle soliste. Ecco che le voci femminili sono più presenti che in ogni altro album degli Izz ed in particolare le armonie vocali divengono un grande punto di forza di questa produzione. La musica in generale non è mai affollata e densa di particolari ma permette alle melodie di dischiudersi e all'animo dell'ascoltatore di entrare in lenta simbiosi con essa. Non c'è mai smania di raccontare, di strafare, di far vedere che si è bravi: gli Izz non devono dimostrare niente a nessuno. Come contraltare abbiamo però un sound che a volte perde un po' in compattezza, basato su impianti armonici a volte eccessivamente semplici e che non sempre riesce ad essere incisivo fino in fondo. A tratti la veste è quella di un new prog romantico in stile Collage, quelli polacchi intendo, altre volte troviamo somiglianze con Neal Morse e altre volte ancora, nei momenti più interessanti, troviamo affinità con i Glass Hammer o, meglio ancora, con gli Echolyn in uno stile eclettico ed americano che piace particolarmente
Senza troppi preamboli la traccia di apertura, “Own the Mystery”, entra subito nel cuore dell'album. Se in passato avevamo rimproverato al gruppo una certa difficoltà a partire, ora si taglia ogni indugio e si viene subito al dunque. Il cantato con doppia voce, maschile e femminile, è messo subito in buona evidenza ed è presto controbilanciato dal breve strumentale, tutto tastieristico, di “Every Minute”, con le sue colate di Moog. “Star Again” è ancora una traccia molto equilibrata, dal sound molto sinfonico e dalle atmosfere rarefatte. Brani dal feeling morbido si alternano ad episodi più elaborati senza momenti di grosso stress emotivo. Molto affascinante, sotto questo profilo, la centrale “The Three Seers”, un brano Beatlesiano che racchiude una sequenza pianistica classicheggiante profondamente Emersoniana, maestosa ma incredibilmente elegante e sofisticata. Fra gli episodi più felici di questo album mi sento di segnalare “Illuminata”, brano decisamente eclettico con belle iniezioni tastieristiche e parti corali suggestive. Alla stessa maniera “Can't Feel the Earth, Part IV”, quarto episodio di una collana che trova i suoi tre precedenti in “The Darkened Room”, si evidenzia per il suo andamento irrequieto, dal feeling fusion e dai riflessi vagamente psichedelici.
Tirando le somme possiamo dire che si tratta di un album molto bello, con i suoi pregi e con i suoi difetti, che si può collocare forse su un gradino intermedio rispetto ai due precedenti e che purtroppo non riesce a far affiorare l'ampissimo potenziale inespresso di cui gli Izz sono sicuramente pieni. Vediamo se magari, liberatisi dalle maglie di una prova impegnativa come quella di un concept in tre volumi, riusciranno a raggiungere la perfezione. Io sono certa di sì perché la band ha i mezzi, la maturità, il buon gusto e le capacità per farlo. In attesa di ciò, possiamo sempre ascoltare un godibile prog sinfonico americano che troverà senza problemi la sua buona fetta di estimatori.



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Jessica Attene

Collegamenti ad altre recensioni

IZZ Sliver of a sun 1998 
IZZ I move 2002 
IZZ Ampersand - volume 1 2004 
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IZZ The darkened room 2009 
IZZ Crush of night 2012 

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