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MEZZ GACANO & STANDING OVATION BOSKAUZ ENSEMBLE Kinderheim Almendra Music / Lizard Records 2017 ITA

Mezz Gacano non è altro che il moniker dietro cui si cela David(e) Nino Urso Mezzatesta, personaggio alquanto bizzarro ed estroverso del panorama artistico siciliano, attivo nel mondo musicale da più di 30 anni seppur, in un lasso temporale così ampio, siano stati appena 5 gli album pubblicati, molti dei quali con una distribuzione molto limitata. Negli ultimi anni il trend sembra cambiare, infatti dopo il quarto album “Froka” del 2016, dopo solo un anno ecco pubblicato “Kinderheim”. Ad accompagnarlo troviamo un nutrito ed eterogeneo ensemble, ribattezzato Standing Ovation Boskauz Ensemble, al cui interno troviamo musicisti provenienti dai contesti più disparati: molti jazzisti, artisti popolari o di strada, artisti d’avanguardia, producer elettronici, musicisti classici e tanto altro. Tra questi non mancano nomi conosciuti agli appassionati come Tommaso Leddi (ex Stormy six) e Gianni Gebbia. L’allegra combriccola è ritratta come una simpatica scolaresca in una foto all’interno del booklet, un immagine alquanto azzeccata che trasmette in maniera efficace il mood goliardico del progetto. A detta dello stesso Mezz, l’ensemble si ispira ad un altro storico ensemble della musica rock d’avanguardia come i Centipede e non possiamo che confermare tale similitudine. Infatti, pur parlando di musica molto vicina al Rock in Opposition ed estremamente complessa, si respira una libertà espressiva e un’aria scanzonata che culmina poi nella divertente ghost track finale.
La musica dell’artista siciliano ha però molti padri, conseguenza anche delle molteplici esperienze dei suoi compagni d’avventura. Come già detto è forte la matrice avant rock, ma non mancano spunti folk, cameristici, grindcore o più propriamente progressive rock, così come è evidente l’influenza di Frank Zappa. “Kinderheim” è un patchwork dadaista dai molteplici colori, in cui parti orchestrali o disgressioni jazz vengono bruscamente interrotte da spigolosi riff metal o da evoluzioni elettriche della chitarra di Mezz Gacano, il tutto in un arco di tempo molto limitato. Infatti i brani sono tutti di breve durata e ognuno è come se fosse una sorta di piccolo bozzetto musicale a sé stante. Forse tale struttura rende la musica in alcuni frangenti un po’ frammenta, ma non si ha mai l’impressione di stare ad ascoltare un’accozzaglia di suoni. Il disco, così come il precedente, è molto ostico ma suonato con passione ed energia riuscendo così ad essere molto comunicativo e sorprendentemente musicale. Inoltre l’approccio ironico, le atmosfere bucoliche e folk (dovute anche alla presenza di Leddi) rendono comunque l’album abbastanza digeribile anche ai meno avvezzi alle sonorità RIO.
Devo essere sincero e ammettere che prima di dover recensire questo album non conoscevo Mezz Gacano, ma quest’album mi ha saputo incuriosire e sarà lo spunto per approfondire anche i suoi dischi precedenti. Mi auguro che tutto ciò possa capitare anche a voi, in particolare a tutti gli amanti delle sonorità più avant rock e a tutti coloro che non abbiano paura di avventurarsi in sonorità più ostiche.



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Francesco Inglima

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