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ROBERT SCHRÖDER Fata Morgana Spheric Music 2019 GER

Quarantesimo anniversario festeggiato con il quarantesimo disco, tempismo perfetto per celebrare una carriera iniziata nel 1979 con un brillante esordio, "Harmonic Ascendant", per la leggendaria etichetta di Klaus Schulze, "Innovative Communication", quinto album tra l'altro pubblicato successivamente al nostro Baffo Banfi di "Ma, Dolce Vita".
Artista prolifico che ha saputo abilmente coniugare insieme progressive rock, il linguaggio elettronico di stampo berlinese e le prime istanze melodiche new-age, probabilmente influenzato anche dalla direzione intrapresa dalla I.C. presto consolidata durante gli anni ottanta, Robert Schroeder ha mantenuto costantemente un buon livello creativo nonostante la notevole mole produttiva: consapevole di appartenere ad un genere musicale ormai di nicchia, è libero di approfondire le proprie tematiche musicali senza doversi preoccupare di seguire derive commerciali per rendersi particolarmente accattivante al pubblico, come suggerito in maniera esemplare nelle note di copertina, la sua musica è qui "No Disco Stomping-No Boring Machine Music".
"Fata Morgana" è di fatto un concept sulla rete internet nella quotidianità contemporanea, in bilico tra realismo e suggestioni cyberpunk, con una copertina e titolo che fanno riferimento in maniera significativa al miraggio, ("Fata Morgana") che si pone come un velo pericoloso che intercorre tra la nostra realtà oggettiva e quella parallela che viviamo sul piano virtuale, due realtà che sono spesso interscambiabili e complementari. Dal punto di vista musicale "Fata Morgana" si orienta verso un'ambient music in buon equilibrio tra rilassatezza da chill-out intellettuale ed ombrose orchestrazioni neosinfoniche dell'era digitale; Robert Schroeder non si lascia trasportare da soluzioni musicali particolarmente vintage e nostalgiche, quindi ad uno stile "berlinese" forse tradizionale che può evocare parallelismi con il Klaus Schulze dell'ultimo periodo, troviamo spesso un approccio alle sinfonie minimaliste più eteree ed impalpabili che può farci pensare ad un Erik Wøllo più in chiave cosmica, con un discreto e sottile ricorso a samples e lievi intermittenze sonore fatte di rumori, echi di distorsioni spaziali...
Sempre tenendo conto che il concetto di cosmico qui è relativo, in quanto, come già accennato, in "Fata Morgana" la musica si fa colonna sonora del mondo della contemporanea rete internet e delle proprie interconnessioni personali/sociali, una realtà di "Digital Identities" e "Web Faces" che forma una comunità più o meno parallela alla realtà tangibile, con altrettanti pericoli nei vari "Dangerous Clicks", "Virtual Traps" e "Cybercrime". In buona parte certe premonizioni della cultura sci-fi si sono avverate o sono sul punto di rivelarsi come realtà ineluttabile, Schoreder ci offre la sua interpretazione artistica con pacatezza e tocco raffinato: pure nei momenti in cui si tratteggiano atmosfere più velate da noir futuristico, "Fata Morgana" mantiene un tocco discreto e mai sopra le righe, forse in tal senso si avverte una rilassatezza anche eccessiva, i brani scorrono via senza lasciare troppi sussulti emotivi, possiamo invece apprezzare un talento compositivo che pur non essendo ovviamente estraneo ad un certo inevitabile manierismo, mantiene una più che buona capacità di evocare particolari suggestioni di elettronica crepuscolare...
L'unico vero appunto che potremmo fare è sulla presentazione del supporto fisico, in quanto la confezione è ancora una volta un po’ troppo scarna, una semplice copertina realizzata senza troppi sforzi e giusto qualche nota... In tempi di enormi crisi di vendite forse anche l'aspetto fisico del supporto dovebbe fare la differenza, specialmente poi in occasione di speciali anniversari come questo di "Fata Morgana".



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Giovanni Carta

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