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CELESTE Il risveglio del principe Mellow Records 2019 ITA

Ciro Perrino fu uno dei primissimi musicisti italiani a sposare il verbo del progressive rock già alla fine degli anni ’60. Risalgono infatti al 1969 le prime registrazioni del Sistema, gruppo che vedeva la sua partecipazione e dalle cui ceneri nacquero due entità fondamentali nel panorama della nostra penisola, Museo Rosenbach e Celeste. Questi ultimi esordirono nel 1976, con un album bellissimo caratterizzato da una musica molto delicata ed eterea. Negli anni ’90 uscirono altri due cd contenenti materiale risalente ai seventies, mentre è datato 2010 un cofanetto antologico contenente quattro cd, compresi inedite versioni in inglese del primo disco e incisioni del Sistema e dei Saint Tropez (altra creatura di Perrino). Per un nuovo lavoro a nome Celeste si è dovuto attendere il 2019, anno della pubblicazione de “Il risveglio del principe”, frutto dell’impegno di Perrino, unico reduce del gruppo originale, ma che si contorna di un ampio nucleo di musicisti. Quell’atmosfera fiabesca che impregnava il debutto di oltre quarant’anni fa rinasce e si rinnova in questo album il cui fascino risiede nuovamente nell’eleganza e nella raffinatezza. Mellotron, pianoforte e flauto dettano i temi principali, sui quali poi ricamano una miriade di altri strumenti che allargano notevolmente la vivacità della tavolozza timbrica, grazie ai suoni di tastiere, pianoforte, chitarre acustiche ed elettriche, violino, violoncello, sax, percussioni, basso e batteria. Ed è davvero un piacere assaporare questo sound rilassato e sereno, ma sempre imprevedibile, grazie a trame sonore e a dinamiche costruite con grande abilità. Spesso squisitezze acustiche fanno da preludio a slanci sinfonici, su ritmi sempre compassati e mai sopra le righe; in alcuni frangenti si segnala qualche passaggio dai connotati un po’ più misteriosi, che puntualmente finisce poi ad affacciarsi su scenari solari e rassicuranti. Abbiamo così un sound passatista, ma incantevole e pregno di calore, che viene portato ai nostri giorni con una pulizia della registrazione che rende ulteriormente giustizia alla qualità della musica. Da segnalare anche la presenza di due personaggi di spessore del “nuovo” prog italiano, quali Alfio Costa (Prowlers, DAAL, Tilion, Fufluns) all’organo Hammond ed Elisa Montaldo (Tempio delle Clessidre) alla voce. Sono davvero tantissimi i gruppi storici del prog italiano che si sono rifatti vivi negli ultimi anni. Sicuramente i Celeste rientrano nella cerchia di quelli che hanno sfornato un album di grande bellezza e degno erede di un passato glorioso.



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Peppe Di Spirito

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