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MINIMUM VITAL Le royaume Musea Records 2025 FRA

Il nuovo album dei Minimum Vital, che arriva a sei anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio, riporta la band transalpina ai fasti di “Esprit d’amor”, che risale al 1996. Questi due album hanno molti punti in comune. Sono gioiosi, solari, positivi, luminosi, calorosi. Hanno una carica e una verve tutte loro, che li spingono fortemente in alto nella discografia del gruppo. “Le royaume”, in quasi cinquanta minuti, mostra dei musicisti in forma e, soprattutto, ispiratissimi, che in dodici canzoni delizieranno di sicuro gli appassionati che li hanno sempre seguiti con costanza nel corso degli anni e che possono attirare anche nuovi adepti. Siamo di fronte ad uno di quei prodotti che non affascinano con lunghe suite e con tecnicismi esasperati, ma con quella sana voglia di trasmettere dinamismo e vitalità attraverso uno stile consolidato nel tempo. Non che la proposta sia semplice e “mainstream”, come si suol dire; tutt’altro… I Minimum Vital, infatti, continuano a catturare con la loro musica in cui prog sinfonico, danze folk e medievali, elementi latini, jazz-rock si fondono davvero in un tutt’uno. È questa la grande forza di questo gruppo dalla spiccata personalità e sempre chiaramente riconoscibile pur non ripetendo in ogni album per filo e per segno la stessa formula. E durante l’ascolto emergono bene anche le capacità da virtuosi dei musicisti, tra ritmi incalzanti e vivacissimi, melodie d’alta scuola e chitarra e tastiere che si inseguono, si incrociano, duellano, si alternano nei solos, macinano riff come se nulla fosse. Non mancano occasionali inserimenti di fiati e violino e diradati, ma azzeccati, interventi canori perfettamente in linea con l’atmosfera allegra. Le composizioni sono di minutaggio contenuto e solo l’ultima si avvicina ai sette minuti, ma sono costruite come sempre abilmente e risultano tutte trascinanti e coinvolgenti. Jean Luc Payssan (chitarre e voce), Thierry Payssan (tastiere, metallophone e voce), Eric Rebeyrol (basso, tromba), Charly Berna (batteria), Mario Peperoni (violino) e Stéphane Ducasse (flauto) hanno sfornato un gran disco e continuano a mostrare la loro unicità, consolidando la loro posizione di elevatissimo livello nel prog che si è sviluppato dalla seconda metà degli anni ’80 in poi.

 

Peppe Di Spirito

Collegamenti ad altre recensioni

JEAN-LUC PAYSSAN Pierrots & arlequins 2006 
MINIMUM VITAL La source (8 chants de lumière) 1993  
MINIMUM VITAL Au cercle de pierre 1999 
MINIMUM VITAL Atlas (vers un état de joie) 2003 
MINIMUM VITAL Capitaines 2009 
MINIMUM VITAL Pavanes 2015 
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