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MONARCH TRAIL Skye Perpetual Tree Music 2014 CAN

Dopo cinque album solisti, il tastierista e cantante canadese Ken Baird decide di puntare su un lavoro di gruppo, affidandosi a collaboratori collaudati quali Dino Verginella al basso e Chris Lamont alla batteria. Un ulteriore aiuto è dato da John Mamone, Kelly Kereliuk e Steve Cochrane, che si dividono le parti chitarristiche. L’album che è scaturito dall’unione di questi musicisti prende il titolo di “Skye” ed ha una struttura, per così dire, “vecchio stile”, con una durata di poco più di tre quarti d’ora, suddivisi in una suite di venti minuti e in tre brani più brevi. L’apertura è affidata agli undici minuti di “Luminescence”, che mette subito in mostra quelle che saranno le caratteristiche principali del lavoro: un orientamento poco originale, a cavallo tra rock sinfonico anni ’70 e new-prog moderno, belle parti strumentali, ariose e con le tastiere pompose spesso dominanti ed anche un buon feeling di base, che rende l’impatto con il disco sicuramente positivo. “Silent wood” e “East of fifty” seguono coordinate simili e si può dire che il punto di riferimento più immediato può essere individuato negli Yes, anche se, rispetto a questi ultimi, in “Skye” vengono maggiormente enfatizzate le tastiere. Altre similitudini possono intravedersi con i primi Glass Hammer (quelli di “Journey of the Dunadan” e “Perelandra”, per intenderci) e con i Flower Kings per una certa predisposizione verso melodie stuzzicanti. A chiudere l’album c’è la suite a cui abbiamo già fatto cenno, intitolata “Sky above the Sun”, che resta sicuramente il punto forte dell’album, il classico pezzo che da solo può valere l’acquisto. Qui Baird e compagni, in una marea di cambi di tempo e di atmosfera, giocano con un romanticismo di una certa raffinatezza, spostandosi, a tratti, dallo yessound a echi genesisiani e alternando parti altisonanti ed altre più eleganti e riflessive, complice anche lo splendido lavoro di rifinitura di Cochrane con la chitarra classica e la dodici corde. Se fate parte di quella schiera di appassionati che adora il rock sinfonico ed il new-prog di qualità potete puntare tranquillamente sui Monarch Trail.



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Peppe Di Spirito

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