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OVERHEAD Zumanthum Mellow 2002 FIN

Gli Overhead, all'esordio discografico, sono un'altra dimostrazione dell'ottimo fiuto della Mellow Records, sempre pronta a valorizzare giovani talenti emergenti nel progressive. Dopo la felice scoperta dei Groovector ed il rilancio dei mitici Haikara, la label sanremese con questo gruppo continua a puntare sulla scena finlandese. La musica degli Overhead elegantemente sinfonica, con bei suoni chitarristici in evidenza, che modernizzano il romanticismo genesisiano degli anni '70, come qualche hanno fa fecero i migliori Twin Age nell'album "Lialim high". La struttura dei pezzi, tutti abbastanza lunghi (tranne la strumentale "Wasteland", 5 minuti di suoni rilassati e malinconici) quindi indirizzata verso costruzioni elaborate e versatili, attraverso mirabolanti parti strumentali sapientemente eseguite con indovinate scelte timbriche, cambi di tempo e d'atmosfera efficaci, ritmiche mai eccessivamente sostenute e melodie vocali epiche e affascinanti. Gli improvvisi strappi strumentali che fanno passare da un sound pacato ad uno pi vivace, e viceversa, rendono estremamente godibile l'ascolto di quest'album, che non mostra scelte scontate e mantiene un brio ed un dinamismo accattivanti invogliando a spingere nuovamente il tasto play quando si giunge alla fine del cd. L'unica pecca presente in questo lavoro rappresentata dal modo brusco in cui termina l'album, quando, alla conclusione dei 13 minuti e 45 secondi della title-track, avviene una improvvisa e delittuosa interruzione che taglia inopinatamente un bellissimo momento strumentale. Gli amanti del progressive romantico di Genesis e Camel sono sempre numerosi e con "Zumanthum" possono andare a colpo sicuro: l'album che fa per loro.

 

Peppe Di Spirito

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