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VEZHLIVY OTKAZ Ethnic experiences Rockadillo 1990 (Geometriya 2012) RUS

Lo strabiliante “Gusi lebedi” (anche noto col titolo in inglese di “Geese and Swans”), al momento in cui scrivo la fatica più recente in studio dei Vezhlivy Otkaz (anche noti col nome di Polite Refusal), rappresenta per moltissimi appassionati la prima occasione di approccio a questa band. Fino ad ora infatti reperire i vecchi album non era proprio una passeggiata. Ma una volta assaggiata la musica di quella che era una delle più importanti realtà dell’underground sovietico, vi assicuro che viene naturalmente voglia di saperne di più. Ed ecco quindi che, come promesso, il gruppo ci offre una bellissima serie di ristampe esaustive e ben confezionate.
“Ethnic Experiences” è un passo obbligato per conoscere meglio la band, soprattutto per quelli che hanno apprezzato “Gusi Lebedi”. Con questo album infatti inizia a prendere piena forma il sound dei Vezhlivy Otkaz così come oggi lo conosciamo, con i suoi forti contrasti, la sua strana musicalità ricca di dissonanze, l’approccio cameristico, i ritmi ostinati, gli incastri, il particolare cantato di Roman Suslov con i suoi testi non-testi che entra a far parte esso stesso della struttura ritmica dei brani, divenendo all’occorrenza martello che batte o formula magica che ammalia o assilla con le sue assonanze... in ogni caso è il significante che finisce col prevalere sempre sul significato. Il modo ad esempio in cui viene ripreso il verso di una celebre poesia di Lermontov, “Borodino”, in “Fire of Moscow 1812”, diviene pura ossessione che si trasforma in suoni e ritmi. L’uso di combinazioni di sillabe e di frasi e i giochi di parole sono ovviamente funzionali alla musica, come abbiamo visto, ma erano anche un mezzo efficace per rompere le maglie della censura, in cerca di contenuti politici da soffocare. A differenza di altri gruppi underground dell’epoca, che usavano le loro canzoni essenzialmente come mezzo di protesta senza guardare troppo alla tecnica, per i Vezhlivy Otkaz la musica si staglia sempre in primo piano, divenendo sofisticata e sperimentale. Altrettanto potenti sono le spinte del piano di Maxim Trefan, complesse e dinamiche, principali artefici del taglio cameristico dell’opera che comunque non manca di riferimenti colti puntuali. Il primo accordo di piano di “Bells” è ad esempio l’inizio del preludio numero 5 di Scriabin. Agli elementi accademici si mescolano quelli altrettanto importanti del jazz (ascoltate ad esempio “Pessimistic Reggae”, che in realtà ha ben poco di reggae se non qualche vago sentore), oppure la strana “Folk Song” (che anch’essa in apparenza ha ben poco di folk) che conferiscono alle composizioni un piacevole movimento e versatilità. Di fatto questo CD racchiude tutte le esperienze (e la parola “Experiences” del titolo sta lì a ricordarlo) dei singoli musicisti e le amalgama in una struttura eterogenea ed articolata dove trova spazio anche il rock, con un ruolo cruciale svolto in questo senso dalla sezione ritmica con Mikhail Mitin alla batteria e Dmitri Shumilov al basso.
Tornando ancora al titolo, l’etnicità si riferisce in sostanza a un folklore che non esiste, seppure disciolti qua e là si percepiscano echi della tradizione russa, come testimoniano esplicitamente gli elementi pianistici della traccia di apertura, “Girls Walked”, che riprendono molto chiaramente un’aria popolare. Questo album sembra animato in realtà da qualcosa di primordiale, che scaturisce da radici profonde e non a caso una delle prime cose che mi è saltata alla mente a proposito è la “Sagra della Primavera” di Stravinskiy che personalmente vedo come un riferimento sia concettuale che musicale. Tutti questi elementi, inutile che lo dica, si trovano ovviamente nelle opere di molti altri gruppi R.I.O. o avant-prog ma vengono qui utilizzati in modo personale e molto caratteristico, ulteriore motivo questo per avventurarsi alla scoperta di questa band.
Riguardo questa particolare ristampa devo aggiungere che comprende, in una bella scatola in cartone, due CD e un DVD. Nei primi troviamo le due versioni esistenti di questo album, la prima pubblicata su vinile per l’etichetta finlandese Rockadillo nel 1990 e la seconda apparsa su CD nel 1994 per l’etichetta TRIARII. La differenza sta nel mixaggio e nell’assenza della traccia “Pessimistic Reggae” nella seconda stampa. Il DVD invece comprende l’album nelle due versioni a differente mixaggio rieditate in PCM stereo 24 bits più il video originale della canzone “Fire”. Troviamo anche un bel booklet con l’analisi dell’album, alcune foto ed i testi, sia in russo che in inglese. Il tutto realizzato con cura, oserei dire, maniacale. Opera assolutamente consigliata, se non lo avevate capito.


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Jessica Attene

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