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BERTRAND LOREAU Journey through the past Spheric Music 2012 FRA

Ecco un bell’esempio di perseveranza, Bertrand Loreau incide musica da ormai trent’anni imperterrito nella sua attività di musicista elettronico, dopo avere registrato una più che discreta quantità di brani,in buona parte pubblicati dalla Musea, viene arruolato tra le fila della promettente label tedesca Spheric Music, etichetta fondata nel 1991 dal compositore elettronico Lambert Ringlage ed attiva prevalentemente nel settore della musica elettronica ed ambient, con un’attenzione particolare rivoltaalla scuola berlinese… Per l’occasione dell’uscita di “JourneyThrough The Past”, Ringlage ha selezionato una serie di brani dall’archivio di Loreau, registrati tra il 1982 ed il 1988: parte di questi brani erano già stati editi in forma diversa nel “Réminiscences” della Musea, mentre il resto risulta ancora praticamente inedito. Bisogna dire che Loreau ha provveduto a stemperare il clima glaciale delle atmosfere più “berlinesi” rielaborando certi passaggi attraverso la sua sensibilità di pianista classico per dare ai brani un tonalità più malinconica e romantica…Uno dei pezzi forti del cd “Le Ciel Est Jaune D’Un LiquideeInconnu Part 1”, durata 15 minuti in una versione differente rispetto a quella presente in “Réminiscences”, è in effetti un piccolo gioiellino dellakosmischemusik più lunare e melodica, mentre l’epica fantascientifica di quasi venti minuti “DX Seven Age” è un buon esempio di progressive elettronica piuttosto intricata, con bei passaggi strumentaliche possono ricordare le atmosfere più serene di Vangelise nei momenti più movimentati l’Edgar Froese solista nella sua seconda fase ad un passo dalla svolta più commerciale (periodo circa “Stuntman”). Nel suo contesto di raccolta antologica “JourneyThrough The Past” si avvale di una resa sonora più che accettabile tenendo conto del fatto che buona parte di queste registrazioni sono abbastanza minimali e relativamente “povere”, la selezione delle composizioni è inoltre ben bilanciata e di conseguenza il livello qualitativo rimane piuttosto valido: le due lunghe suite“Le Ciel EstJaune…” e “DX Seven Age” rappresentano il meglio delle capacità compositive di un ancora giovane Loreau, mentre i restanti pezzi si attestano su livelli discreti e gradevoli, con un paio di brani che risaltano come ottime appendici schultziane: “Mickie Love Song” e “Moog On The Moon”, quest’ultimo daltitolo che in effetti lascia ben poco all’immaginazione!


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Giovanni Carta

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