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ARGOS A seasonal affair Progressive Promotion Records 2015 GER

Quarto album per gli Argos, da sempre in bilico, con il loro sound, tra Canterbury, new prog (neanche troppo british) e “romantico” anni '70. Il titolo “A seasonal affair”, ancora sotto l'egida dell'attenta Progressive Promotion Records, come per il precedente “Cruel simmetry”. I brani composti per l'occasione sono nove, con l'aggiunta di due bonus tracks (nuove versione di pezzi presenti nel debut album). Pur non sorprendendoci, “A seasonal affair” presenta qualche novità con un suono più oscuro e malinconico rispetto ai precedenti lavori. L'interlocutoria “Vanishing”, ci apre le porte a “Divergence”. Immaginatevi i VDGG od il solo Hammill diventati all'improvviso degli “allegri compagnoni” ed avrete un buon spaccato di quanto propone il brano, davvero ottimo e dal finale scoppiettante. “Silent corner” è un quadro dipinto a tinte color pastello: delicato ed avvolgente con notevoli interventi del flauto di Thomas Klarmann e del sax dell'ospite Marek Arnold. Di delicata fattura “Lifeboats”, moderatamente soffusa e di semplicità deliziosa. La mini-suite “Not in this picture” è anch'essa a tinte morbide e tenui, colori perfetti, usati al meglio dagli Argos con l'aggiunta di sprazzi di luce (i rilevanti interventi delle tastiere di Robert Gozon) a definirne i contorni. La title track prosegue con le atmosfere malinconiche e morbide, lacerate dai puntuali sostegni della chitarra elettrica di Rico Florczak che dona un pizzico di punch al brano. L'amore per la scuola di Canterbury è evidente nell'unico strumentale presente, “Forbidden city, avvolgente e sinuoso anche se manca di quel guizzo ad elevarlo sopra la media. Molto cupa ed ipnotica, a tratti, “Stormland” non lontana dalla produzione solista di Steven Wilson e in cui si segnala un altro bel “solo” della chitarra di Florczak. “A seasonal affair” si ascolta, dunque, con piacere e, senza raggiungere vette di assoluta eccellenza,non ha clamorose cadute di tono, situandosi quindi su un livello di sufficienza piena e forse qualcosa di più. A titolo di curiosità segnaliamo la presenza, in veste di ospite, di Andy Tillison (The Tangent, tra i suoi innumerevoli progetti) alle tastiere.



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Valentino Butti

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