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Ciro Perrino non si ferma più e con i suoi Celeste, continua con grandissima costanza il cammino ripreso a partire dal ritorno sulle scene della storica sigla nel 2019. Ad un anno di distanza da “Echi di un futuro passato” ecco il nuovo “Anima Animus”, che va in perfetta continuità con quanto fatto negli ultimi anni. Il suono della band si è sempre contraddistinto per la sua pacatezza, il suo romanticismo, la sua eleganza, eppure Perrino riesce a mantenere queste caratteristiche riuscendo a seguire un percorso di evoluzione, guardando avanti, pur mantenendo ben salde certe basi costruite cinquanta anni fa. Il nuovo album si protrae per oltre un’ora e mostra bene le varie sfaccettature di cosa sono i Celeste oggi. Emblematica la title-track strumentale che apre il disco: un inizio docile e atmosferico, con il mellotron in bella mostra; poi, prima dei due minuti, l’entrata della sezione ritmica comincia a vivacizzare un po’ le cose; subentrano i fiati; viene reiterato un bel tema di base; si delineano divagazioni jazzistiche già accennate nel precedente lavoro, anche se si avverte sempre il parco tastiere che dà una bella impronta di prog sinfonico. Certe coordinate jazz-rock risultano ancora più evidenti nella successiva “Roots and leaves”, con fiati, pianoforte e chitarra elettrica a incrociarsi su ritmiche belle spedite. Questa maggiore vivacità rispetto al solito viene a galla anche in “Cosmic Carnival”, dove i Celeste si spingono inizialmente verso gustosi sentieri space-rock, con qualche vago riferimento agli Ozric Tentacles e con una sezione centrale in cui si rallenta con fare sognante. A partire da “De rerum natura” iniziano una serie di composizioni più in linea con il tipico sound della band, fatto di raffinatezze sinfoniche e un po’ barocche. Merita menzione “Lilith” con il canto femminile in scat, un bel flauto tulliano e il sassofono a inserirsi perfettamente nel contesto descritto. Splendido, poi, il finale affidato ai dodici minuti di “Moon and cloud dancing”, perfettamente strutturati con quell’andamento classicheggiante e romantico che rende così ammaliante la musica della band. La band sembra aver assestato una line-up che vede protagonisti Ciro Perrino (tastiere e percussioni), Enzo Cioffi (batteria), Francesco Bertone (basso), Marco Moro: flauto e Mauro Vero (chitarre), ai quali si aggiungono poi numerosi ospiti con piano, percussioni, fiati e chitarra 12 corde, oltre la voce solista di Ines Aliprandi. Conferme su conferme per questa seconda giovinezza che stanno vivendo i Celeste.
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