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MYSTERY Delusion rain Unicorn Digital 2015 CAN

Per chi già li conosce e li apprezza, ogni nuovo album dei canadesi Mystery non può che rappresentare una “confortevole” certezza. Perché, pur avendo fatto dei consistenti balzi in avanti dal lontano esordio di “Theater of the mind” del 1996, sia in fase di produzione che del songwriting, la proposta dei sei “canadiens“ è pur sempre un rassicurante mix di new prog melodico (splendidamente arrangiato), pomp rock (à la Styx ma anche Kansas, per intenderci) ed agganci lampanti alla solarità degli Yes, senza dimenticare Pink Floyd, Genesis ed i compatrioti Rush. E “Delusion rain” non tradisce certamente le attese confermando la positiva “onda lunga” iniziata, dopo il ritorno sulle scene del 2007, con il valido “Beneath the veil of winter’s face”. Il deus-ex-machina del gruppo è sempre l’ottimo chitarrista Michel St-Père con, stavolta, alla voce Jean Pageau (invece dell’ex Yes Benoît David), mentre per il resto la line-up è quella del recente live “Tales from the Netherlands” con Benoît Dupuis alle tastiere e François Fournier al basso (già nell’orbita Mystery in qualche vecchio album) supportati dal batterista Jean-Sebastien Goyette e da un secondo chitarrista, Sylvain Moineau.
Una lunga suite, “The willow tree”, due brani di oltre 10 minuti e tre pezzi intorno ai sette minuti, questa è l’offerta di “Delusion rain”. Le emozioni iniziano subito con la title track: St-Père fa il novello Gilmour prima dell’ingresso del nuovo vocalist non lontanissimo dai toni di Benoît David. Un paio di ficcanti “solo” della sei corde del leader completano il brano con le solite impeccabili melodie vocali. “If you see her” è una riuscita ballad introdotta dalla chitarra acustica prima che tastiere e chitarra elettrica prendano il sopravvento e la ritmica si faccia brillante. Ancora sussurrato l’intro di “The last glass of wine”, poi la chitarra di St-Père si lancia in una breve scorribanda, prima che la 12 corde di Moineau ci riporti, altrettanto brevemente, alla dimensione acustica iniziale. Il brano vive di questi continui sali-scendi acustico-elettrici con l’immancabile guitar-solo appena più duro del solito, ma comunque molto melodico. La suite, “The willow tree” in questo caso, non è certo una novità in casa Mystery che già si erano cimentati sulla lunga distanza in precedenti lavori. Una lunga sezione acustica, una bella parte vocale poi il brano cresce di intensità con in primo piano la chitarra del leader. Segue una parte più tranquilla poi, al giro di boa dei 10 minuti, un incisivo assolo di St-Père fa da preludio al ritorno della voce di Pageau. Ancora una pausa, con voce e tastiere in evidenza, poi finale in netto crescendo. Insomma, 20 minuti e non sentirli per la fluidità della composizione che non si perde mai in sterili esercizi di stile.
La sua collocazione, appena dopo la splendida suite, rischia di oscurare “Wall street king” che, invece, ha qualche spunto pregevole (la delicata parte iniziale, una serrata sezione centrale), ma a conti fatti rimane l’anello più debole dell’album. Ottima, per contro, la sesta ed ultima traccia intitolata “A song for you”. Stavolta sono le tastiere a dettar legge, almeno inizialmente, prima che il flauto e la voce di Pageau ci delizino da par loro. Emergono poi le varie individualità dapprima con un magistrale “solo” di tastiere, seguito da una articolata sezione strumentale dominata dal duo basso-batteria. Il ritorno del flauto e la chitarra acustica accompagnano poi il vocalist, preludio al pirotecnico il finale con (indovinate un po’?) il solito intervento di St-Père a mettere la parola “fine” a “Delusion rain”. Ennesimo centro per questa band di “canadiens” che senza nulla inventare riesce sempre ad essere all’altezza della situazione con invidiabile costanza, coniugando al meglio varie istanze rock.



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Valentino Butti

Collegamenti ad altre recensioni

MYSTERY Theatre of the mind 1995 
MYSTERY Destiny? 1998 
MYSTERY At the dawn of the new millennium 1999 
MYSTERY Beneath the veil of Winter’s face 2007 
MYSTERY One among the living 2010 
MYSTERY The world is a game 2012 
MYSTERY Tales from the Netherlands 2014 

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