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JINETES NEGROS Definitiva mente Viajero Inmovil 2017 ARG

Ci sono dei gruppi che ti stanno simpatici a prescindere. Vuoi perché i loro lavori ti son sempre piaciuti, vuoi perché, conoscendoli un po’ meglio (e ho avuto la fortuna di intervistare qualche anno fa i Jinetes Negros), senti a pelle che oltre la musica che propongono c’è qualcosa in più che te li fa mettere tra i tuoi gruppi preferiti.
Sicuramente i Jinetes Negros, se parliamo di nuovo corso del rock progressive, sono tra i nomi che amo di più, vuoi per la loro miscela che unisce hard prog al rock sinfonico, vuoi per la voce che è una delle più belle e potenti che questa genere musica abbia espresso negli ultimi anni. Ed ero molto curioso di vederli alla prova all’esame (che prima o poi devono passare tutti i gruppi che fanno prog) del concept album. Concept album che è un viaggio interiore nella figura del cavaliere nero, personaggio che abbiamo incontrato praticamente in tutti i lavori precedenti a questo della band argentina,
CI troviamo come sempre di fronte a un album molto compatto, con pezzi costruiti benissimo e che non lasciano spazio a momenti di stanca come spesso può accadere nei concept. Si sente che poco è stato lasciato al caso ed i quattro anni di gestazione (l’ultimo loro bel lavoro, “Tawa Sarira”, è targato 2013) hanno prodotto un lavoro superiore alla media a quello che ci viene proposta ultimamente.
Quattordici brani da ascoltare tutti di un fiato. Con momenti che spaziano dallo hard rock progressivo a momenti puramente sinfonici. Con un gusto della melodia delizioso che non scade mai nel mieloso.
Tra i brani da ricordare sicuramente “Dos Caras” che inserisce elementi orientali su una base hard prog molto emersoniana.
“El Cuerpo de la Angustia “non sfigurerebbe in qualsiasi musical alla “Gobbo di Notre Dame” che vanno tanto di moda ultimamente.
“Molino de Locura” è forse il manifesto programmatico del gruppo argentino. Ci sono infatti tutti gli elementi che contraddistinguono il suono e la proposta dei Jinetes Negros che la rende diversa e molto più apprezzabile rispetto a molte altre che agiscono nello stesso campo di azione.
Il mio brano preferito del lotto rimane comunque quello forse più semplice e diretto ossia “El Parque de la Euforia”. A tratti sembra di sentirci dentro qualcosa di Meat Loaf e del suo “Bat out of Hell”.
Il gruppo di Octavio Stampalia e Marcelo Ezcurra è oramai una garanzia del panorama rock progressive underground. Sarebbe bello che, come dovrebbe capitare a molti altri, anche loro arrivino al giusto successo nel giro degli appassionati.



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Antonio Piacentini

Collegamenti ad altre recensioni

JINETES NEGROS Omniem 2007 
JINETES NEGROS Tawa sarira 2013 
THE SAMURAI OF PROG The imperial hotel 2014 

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