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SOLSTICE Silent dance Equinox Records 1984 (autoprod. 2025) UK

Solitamente considerati una figura di secondo piano nel new-prog inglese degli anni ’80, dietro nomi più famosi come Marillion, IQ, Pendragon, Twelfth Night e Pallas, i Solstice hanno sempre avuto delle peculiarità che li hanno fatti un po’ distaccare dalle più classiche caratteristiche del genere. In particolare, l’uso del violino che spinge verso territori folk e la presenza di una voce femminile sono elementi che sono stati dei punti fermi nella musica della band nel corso degli anni e nonostante i vari cambiamenti di formazione. A partire dal 2020, con il cd “Sia” e con l’importantissima entrata in formazione di Jess Holland alle parti vocali, i Solstice, sempre capitanati dal chitarrista Andy Glass, hanno iniziato a vivere un periodo ricco di vitalità e di attenzioni. Da quel momento, il gruppo, mai molto prolifico, ha realizzato altri due album in studio, più un live ed altri lavori dal vivo resi disponibili in digitale. Il nuovo passo è stata la ristampa rimasterizzata, sia in cd che in vinile, del primo storico album “Silent dance”, realizzato originariamente nel 1984. Si tratta di un lavoro contenente sette brani, con tre perle ancora oggi affascinanti, “Earthsong”, “Cheyenne” e “Brave new world”. I Solstice mostravano apertamente certe influenze derivanti da Yes e Renaissance, accompagnandole, come accennato, da deviazioni folk legate soprattutto al suono del violino. Senza soffermarci dettagliatamente sui contenuti di “Silent dance”, già riedito in passato, ci concentriamo un attimo sulla versione in cd di questa ristampa. Già, perché in questo formato troviamo tre bonus tracks e, nello specifico, tre remix curati da Steven Wilson dei brani “Earthsong”, “Return of Spring” e “Find yourself”. Da sempre fan dei Solstice, Wilson aveva chiesto a Glass se erano disponibili le registrazioni multitraccia del debutto, perché avrebbe desiderato curare un remix. Nel corso del tempo sono emersi i nastri a otto tracce solo dei pezzi citati e Wilson è stato lietissimo di poterci mettere mano. Innanzitutto, c’è da dire che “Return of Spring” è disponibile per la sua interezza, visto che in origine era stata tagliata per permettere di mantenere la durata standard di un LP. Per il resto, sembra quasi inutile dirlo, ma il lavoro di Wilson è stato eccellente. Le tre composizioni acquistano nuova linfa, nuovi equilibri, nuova pulizia con un sound molto più nitido. Si capisce che con un lavoro di produzione più professionale all’epoca il disco avrebbe guadagnato ulteriori punti. Questa ristampa, quindi, rappresenta un’opportunità importante per chi non conosceva “Silent dance” di colmare una lacuna, ma la “coda” dei remix presenti nel cd è sicuramente un forte incentivo anche per i fan più accaniti dei Solstice.

 

Peppe Di Spirito

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