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PRESENCE The sleeper awakes Black Widow 1994 ITA

Questo è il secondo album di questa band napoletana, oltre all'EP d'esordio "The shadowing" del 1990, ed il primo con l'etichetta specializzata Black Widow, segno che gli amici di Genova hanno creduto nel gruppo in protezione Progressive. In effetti, il rock dei PRESENCE può non rientrare pienamente in quest'ottica ed è sempre stato visto un po' di traverso tra gli addetti al settore, e mi inserisco io stesso tra questi, non rendendo giustizia ad un gruppo che, partendo da basi e presupposti diversi da quelli degli altri gruppi Prog, giunge ad un risultato sicuramente apprezzabile. Autori di un dark Prog tinteggiato di venature heavy. I PRESENCE con questo nuovo CD incrementano le venature suddette, pur non perdendo le proprie caratteristiche peculiari, giungendo in qualcuno dei 12 brani presenti, a delle sonorità stile DREAM THEATER. Le sonorità dark rappresentano sempre una delle caratteristiche del loro sound, ma non siamo di fronte ad una musica cupa ed oscura; semmai è il caso di parlare in tal senso a proposito delle tematiche dell'album, il quale è un concept che tratta di streghe, esorcismi ed atmosfere da Santa Inquisizione. Parte delle liriche è in latino (tutto il brano intitolato "Veer" è in questa lingua, anche se il suo testo è recitato e rappresenta una mistica invocazione all'Altissimo), mentre il resto è scritto in un inglese talvolta ricercato e dai toni spesso solenni. Sofia Baccini si conferma, secondo me, come migliore cantante femminile in Italia per questa branca musicale, ma anche il resto dei musicisti interpreta in modo molto creativo il suo ruolo. 11 gruppo non eccede mai in un senso o nell'altro, non lasciando che una sola tendenza nella propria musica prenda il sopravvento sulle altre. Ecco che quindi, accanto ai summenzionati momenti più tirati, convivono attimi più intimistici e addirittura acustici, persino nello stesso pezzo, ed altri solenni e bombastici. La durata dei singoli brani non è lunga, ma il lavoro va inteso come una lunga suite: si può benissimo far finta che i pochi secondi che distanziano un titolo dall'altro non esistano. Sicuramente siamo di fronte ad un lavoro maturo che può senz'altro catturare l'attenzione di un pubblico smaliziato che non disdegni di concedersi un attimo di digressione dal Progressive abituale, cosa che gli amici di Black Widow non mancano di proporci in ognuna delle loro produzioni.

 

Alberto Nucci

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