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IL BACIO DELLA MEDUSA Live AMS Records 2016 ITA

Forti di tre ottimi album in studio che ne hanno evidenziato le notevoli doti strumentali e liriche, “Il bacio della medusa” “approfitta” del tour di Aldo Tagliapietra che fa tappa a Perugia (al teatro Bertold Brecht), per registrare il suo primo album dal vivo. Con una line-up ormai consolidata sin dagli esordi (Simone Cecchini - voce e chitarra acustica -, Simone Brozzetti - chitarra elettrica -, Eva Morelli - flauto e sax -, Federico Caprai – basso - e Diego Petrini – batteria -) e quindi ottimamente amalgamata e rodata, la band umbra offre una performance molto convincente, compatta, “ruvida” il giusto e molto molto “fisica” dando ulteriore forza alle già energetiche versioni in studio. Ogni lavoro è riproposto in pari misura (4 brani ognuno) con 2 pezzi del primo album ad aprire il “live” ed altri due, sempre dell’esordio omonimo, a chiuderlo. Nel mezzo un lungo estratto dall’ultima fatica “Deus lo vult” ed ancora 4 tracce da “ Discesa agl’inferi d’un giovane amante”. L’indole hard-rock del trio Brozzetti-Caprai-Petrini emerge chiaramente sin dall’iniziale “Requiem per i condannati a morte”, ben coadiuvati dall’”animale da palcoscenico” Cecchini e con il flauto della Morelli che prova a stemperarne gli ardori. In “OrientOccidente” abbiamo una sorta di fusione tra “Il biglietto per l’inferno” appena più heavy ed i Van Der Graaf Generator” più dissonanti con l’ottimo sax di Eva Morelli a prendersi il proscenio. “Indignatio” (Infedeli in terra santa) dà il via ai pezzi di “Deus lo vult” (da notare la brevissima citazione de “Il ragno” del Banco). Il brano è veramente tirato ed infuocato, mentre, come per contrappasso, “Urbano II bandisce la prima crociata” e “Simplicio” sono delle ballate medievali in cui emerge l’anima cantautoriale del frontman Cecchini. La title track è un vero e proprio “pugno allo stomaco” per violenza strumentale e canora, tra Purple, VDGG, Crimson e Tull. Ancora hard-rock in salsa Tull per “Ricordi di un supplizio” (da “Discesa agl’inferi…..”), mentre è di sola calma apparente la parte iniziale di “Nostalgia pentimento e rabbia” (affidata al flauto) prima di addivenire al solito trend ipervitaminico. “Melancolia” è un invece una soft-song (era ora!! :-) ) con ancora il flauto protagonista. Appena più aggressiva “E fu allora che dalle fiamme…”, vagamente floydiana complice la Morelli al sax. I Jethro Tull vengono “rivisti e corretti” in un’altra piacevole ballad (“Cantico del poeta errante”), mentre la spumeggiante e “spagnoleggiante” “De luxuria, ed de ludo et de taberna” (con liriche prese da un sonetto di Cecco Angiolieri) chiude questo splendido concerto ricco di punti esclamativi. Plauso a tutti i protagonisti sul palco, ma un encomio speciale alla bravissima Eva Morelli che, tra un intervento al flauto ed uno al sax, colora come meglio non potrebbe, al “bacio” diremmo, un tessuto già di per sé splendido. Ormai i 5 ragazzi umbri sono una certezza nel panorama prog nostrano e, attendendo un nuovo lavoro in studio (che pare già in cantiere), speriamo che qualche palcoscenico italiano o internazionale possa presto vederli protagonisti. Se lo meritano.


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Valentino Butti

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