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| SOLSTICE |
Clann: The Stables gathering |
autoprod. |
2026 |
UK |
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Nuovo live per i Solstice, che confermano un vero e proprio momento d’oro. Della formazione degli esordi degli anni ’80 è rimasto il solo Andy Glass, chitarrista, compositore e leader, ma dall’album “Sia” del 2020, la band ha mantenuto una line-up stabile, con Jesse Holland alla voce, Jenny Newman al violino, Peter Hemsley alla batteria, Robin Phillips al basso e Steven Mc Daniel alle tastiere. Un po’ di rotazione c’è stata solo tra le coriste, che nel concerto immortalato in questo documento erano Dyane Crutcher, Ebony Buckle e Leoni Jan Kennedy. Il nuovo disco dal vivo è stato registrato in occasione del tour di “Clann”, il 30 agosto 2025 a Milton Keynes. Acquistando il cd o il doppio vinile, si avrà a disposizione un codice QR che permetterà di visionare l’intero concerto, visto che solo una (buona) parte di esso è stata selezionata per l’album. Non possiamo che ribadire le note positive che da “Sia” in poi hanno accompagnato ogni uscita dei Solstice. La stabilità della formazione ha dato coesione, affiatamento, equilibrio, energia, carisma, maturità piena; tutti elementi che si amplificano in concerto. La scaletta è incentrata quasi del tutto sulla trilogia recente “Sia” – “Light up” – “Clann”, visto che anche i due pezzi più vecchi proposti, “Earthsong” e “Cheyenne” erano stati riarrangiati e riproposti in due di questi dischi. La band dal vivo sa essere davvero trascinante; il new-prog delle origini si sposa alla perfezione con folk, pop raffinato, melodie eleganti, spruzzate funk, groove incalzanti. Il tutto con atmosfere prevalentemente solari. Pezzi up-tempo come “Life”, “Firefly”, “Plunk”, “Wongle No9” sono perfetti per coinvolgere il pubblico ed un discorso simile va fatto per “Mount Ephraim” (uno dei momenti solo in video), con il felice abbinamento di rock sinfonico e danza celtica. “Shout” è ormai un nuovo classico della band, di lunga durata, vivacissimo, ma anche con una parte centrale più riflessiva. A dare ulteriore risalto a questa splendida performance, si segnala la presenza di ospiti in alcuni brani. Un terzetto di fiati arricchisce “Plunk” e c’è anche un nome di livello come Theo Travis, che presta il suo sax proprio nei due brani risalenti all’esordio discografico e già citati, “Earthsong” e “Cheyenne”. Il consiglio, chiaramente, è quello di far vostro quest’album e, ancora di più, di visionare le oltre due ore di concerto che avrete a disposizione e che possono dare un’idea abbastanza precisa di cosa vuol dire assistere ad una esibizione di Glass e soci. Rischiamo di essere ripetitivi, ma questi anni ’20 stanno dando grandissime soddisfazioni ai Solstice e a chi segue ogni loro mossa.
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Peppe Di Spirito
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