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LE ORME L'infinito Crisler 2004 ITA

Sempre la solita roba? Forse... ma chi accoglie a questo modo ogni nuovo album delle Orme dopo "Il fiume" si meriterebbe di ascoltarsi "Marinai" 10 ore al giorno! La nuova svolta Progressive di Taliapietra e soci degli ultimi anni ci ha regalato tre splendidi album in studio che ci riportano alle magiche atmosfere anni '70, pur con una nuova tendenza un po' spirituale e talvolta quasi new age che comunque ci porta a distinguere decisamente i lavori recenti dagli antichi "Felona e Sorona" e compagnia bella. Forse ne "L'infinito" il gruppo si spinge ulteriormente in l in tal senso, confezionando un disco quasi cosmico e in cui il richiamo alle alte sfere pu essere talvolta stucchevole ma che ad ogni appassionato del rock sinfonico elegante, raffinato e garbato non pu che offrire altri 45 minuti di emozioni. L'album ha forse elementi di attrazione immediata in numero inferiore rispetto ai suoi recenti predecessori, sicuramente pi ricchi di elementi immediatamente apprezzabili; esso si snoda, come ormai solito, su un'unica lunga suite divisa in 12 movimenti (o, se volete, su 12 canzoni ognuna legata all'altra). Le caratteristiche ormai conosciute delle Orme sono tutte l: grande gioco di tastiere, sia quelle pesanti di Michele Bon che quelle pi acustiche ed intimistiche di Andrea Bassato, il solito ottimo drumming di Michi Dei Rossi, che ha ritrovato negli ultimi anni il suo entusiasmo e una seconda giovinezza, ed infine il classico, ispirato ed inconfondibile cantato di Aldo, sempre pi angelico ed elevato nei suoi toni. Non praticamente possibile, stante le sue caratteristiche sopra esposte, evidenziare una o pi canzoni che si elevino sopra le altre, ma direi che la parte centrale dell'album rappresenta il momento pi alto e godibile, giocato su una continua alternanza tra momenti aulici in cui solo il cantato di Aldo porta avanti il minutaggio e accelerazioni strumentali. Tra l'altro da notare come il brano intitolato "La ruota del cielo" ricordi molto "India", brano degli anni '70 recentemente rispolverato nei concerti del gruppo. In chiusura il giudizio senz'altro positivo: "L'infinito" forse inferiore ai due album che l'hanno preceduto, ma comunque un'ottima continuazione della nuova tendenza delle Orme che, speriamo, duri all'infinito...

 

Alberto Nucci

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