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DÖSKALLE Aliver at Copperfields 22 September 2018 Roth-händle Studio 2019 SVE

La vena creativa del sempre iperproduttivo Mattias Olsson pare proprio inesauribile e trova sfogo in una miriade di progetti in cantiere suddivisi tra la sua attività come produttore, batterista e compositore: con il passare del tempo la sua attività in studio, pur diramandosi attraverso strade anche piuttosto controverse, ha comunque definito uno stile ombroso, introverso e un po’ schizoide che si stava già formando nel linguaggio musicale più relativamente "tradizionale" degli Änglagård e che ritroviamo infine anche in questo nuovo piccolo gruppo, Döskalle, formati quasi per scherzo, in cui si evocano suoni ed atmosfere particolari, concettualmente vicini ad altri stravaganti gruppi che ruotano attorno alla sfera del Roth-händle Studio, come Necromonkey o Pixie Ninja...
I Döskalle hanno scelto di esordire con un cd-EP registrato dal vivo, meno di mezz'ora di atmosfere ansiogene ed improvvisazioni in trio, formati, naturalmente, da Mattias Olsson alla batteria, Hampus Nordgren Hemlin al basso e dal chitarrista Tobias Alpadie alla chitarra (lo troviamo anche nel jazz funk dei Music Is The Weapon).
I Döskalle, tradotto dallo svedese "teschio", si sono ripuliti da qualsiasi intrusione elettronica, a parte lo sporadico utilizzo di un vocoder, per mantenere un sound piuttosto basico e ruvido, senza particolari orpelli... l'approccio della loro musica è quello dell'improvvisazione strumentale nevrotica e senza troppi compromessi con inclinazioni post rock soffocanti, ostiche venature crimsoniane, le minacciose progressioni dei Present più elettrici, velleità fusion affini al Bill Frisell più criptico, senza tralasciare qualche ammiccamento ai vecchi Anekdoten più impegnativi, periodo "Nucleus", insieme a gradite e malsane esalazioni psichedeliche. Come ci fa presagire il teschio di copertina, non troviamo nulla di particolarmente rilassante nei Döskalle ma tutto e' suonato con la consueta perizia ed intelligenza, oltre che registrato più che decentemente, si trasmette tutta la tensione e l'energia di un evento live svolto in un piccolo club...
Ora ci mettiamo in attesa di una prova discografica in studio... ma anche no, a pensarci bene, perchè la musica improvvisata in fondo offre il proprio meglio nella dimensione dal vivo, che sia quella di una jam band o di un ensemble jazz... Quindi non sarebbe neanche tanto male aspettarci almeno anche una seconda più sostanziosa uscita live, vedremo!



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Giovanni Carta

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