Home
 
DJAM KARET The trip HC Production 2013 USA

Si avvicina anche per i Djam Karet il tempo di celebrare 30 anni di una lunga e intensa attività all’insegna del progressive rock più intelligente e meno convenzionale...“The Trip” è effettivamente il primo disco in cui possiamo ascoltare una composizione inedita del gruppo di Topanga a distanza di otto anni dall’eccellente “Night For Baku”: una delle novità di “The Trip” è il ritrovato bassista Aaron Kenyon, già presente sul live “Afghan” del 2001, che si aggiunge insieme a Mike Murray (ricordiamo la sua partecipazione nel precedente “The Heavy Soul Sessions”) ai membri storici Gayle Ellett, Mike Henderson e Chuck Oken Jr. Dopo tutti questi ultimi anni trascorsi in parte seguendo un’intensa attività live e soprattutto divisi in svariati ed interessantissimi progetti musicali, i Djam Karet sono ritornati insieme con un album sorprendente per la sua quiete cosmica: “The Trip” è ha tutti gli effetti una delle composizione più articolate ed ambiziose dei Djam Karet, una lunga suite di oltre quaranta minuti strutturata attraverso più livelli, in sottile equilibrio tra l’identità rock più ortodossa e quella più votata alla musica ambient ed elettronica. La componente rock dei Djam Karet si trasfigura in “The Trip” attraverso atmosfere soffuse e delicatamente psichedeliche, in cui gli assoli e le distorsioni di chitarra di Henderson e Murray si insidiano nelle trame ipnotiche ed avvolgenti delle tastiere, diventa quindi inevitabile pensare ai Pink Floyd periodo 1968-1970 ed alla successiva ondata di discepoli kraut-rock in acido... Tutto però rimane in un ambito piuttosto astratto e sognante, la musica aleggia costantemente su un livello spaziale e lisergico teso ad elevarsi oltre le sensazioni più terrene ed urgenti del rock; in un certo senso gli arrangiamenti rock di “The Trip” danno quasi l’impressione di essere dei semplici interludi al più elettronico viaggio cosmico e mentale dei Djam Karet. Ci sono degli elementi sonori che possono sicuramente collegarci agli antichi ed immortali Kosmischer Kurier, però gli scenari evocati dai synths analogici e digitali (con abbondante utilizzo di mellotron, field recordins di vario tipo, samples ed effetti) di Gayle Ellet, affiancato dal sempre ottimo Chuck Oken Jr, mi sembrano ancora una volta leggermente più contemporanei, con un’attitudine più vicina all’ambient-trance music di Steve Roach e Robert Rich. Particolarmente gradevole, infine, anche la copertina del digipak, raffigurante un bel francobollo commemorativo del lancio di un razzo sovietico, con accanto il classico logo dei Djam Karet con tanto di misteriosa scritta in indonesiano, il cui significato tradotto in inglese vuol dire proprio... “It was a trip out of your mind”!



Bookmark and Share
 

Giovanni Carta

Collegamenti ad altre recensioni

DJAM KARET Ascension: New Dark Age vol. 2 2001 
DJAM KARET New dark age 2001 
DJAM KARET A night for Baku 2003 
DJAM KARET No commercial potential 2004 
DJAM KARET Recollection harvest 2005 
DJAM KARET The heavy souls sessions 2010 
DJAM KARET Regenerator 3017 2014 
DJAM KARET Sonic celluloid 2017 
DJAM KARET A sky full of stars for a roof 2019 
DJAM KARET Island in the red night sky 2022 
FERNWOOD Almeria 2007 
FERNWOOD Sangita 2009 
FERNWOOD Arcadia 2015 
GAYLE ELLETT AND THE ELECTROMAGS Shiny side up 2022 
GAYLE ELLETT AND THE ELECTROMAGS Friends 2023 
HENDERSON / OKEN Dream theory in the IE 2011 
HERD OF INSTINCT Herd of instinct 2011 
HERD OF INSTINCT Conjure 2013 
HILLMEN The whiskey mountain sessions 2011 
HILLMEN The Whiskey Mountain sessions, vol. II 2018 
KELP DWELLERS Surfacing 2021 
MIKE HENDERSON White arrow project 2010 
SPOKE OF SHADOWS Spoke of Shadows 2014 
THE MASKIT CHAMBER The 4th wave 2001 
THE MASKIT CHAMBER Heaven machine 2001 
UKAB MAERD The waiting room 2010 

Italian
English