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Sapori di Germania stavolta per Robin Taylor: nel suo percorso all’insegna di sperimentazione e della libertà espressiva, in “Deutsche schule!” il musicista danese è ispirato, come egli stesso ammette nei credits del libretto del cd, dalla scena krautrock tedesca degli anni ’70. In effetti, si potrebbe discutere sull’esattezza del termine utilizzato, ma le riflessioni sulla distinzione tra “krautrock” e “corrieri cosmici” sono tutt’altro che delineate bene. Resta, in ogni caso, il riferimento evidente a tutti quegli artisti che animarono il progressive in Germania trenta e passa anni fa. Suonato quasi interamente da Taylor (le altre presenze sono il fido Karsten Vogel ai sax, Louise Nipper per alcune parti vocali e Rasmus Grosell alla batteria), l’album si snoda attraverso nove composizioni che sono un misto di suoni vecchi e nuovi: le influenze degli anni ’70, chiaramente avvertibili, si miscelano con un sound moderno, pulito, fresco di timbri elettronici, alternando situazioni spacey ed altre dalle ritmiche più incalzanti. Tra temi gioiosi, curiosi impasti bizzarri, vagiti di psichedelia rumoristica, atmosfere oniriche, “Deutsche schule!” è un viaggio di tre quarti d’ora che ti tiene in bilico tra espressioni avanguardistiche ed un particolare linguaggio rock già adottato ampiamente nel passato. Un passato di nomi quali Neu!, Faust, Can, Cluster, Ash Ra Tempel, Annexus Quam, gli stessi Tangerine Dream; un passato, insomma, che ha reso in qualche modo epocale la scena progressive tedesca; un passato da cui Taylor ha sicuramente ereditato una parte della sua grande passione verso la ricerca sonora. Pur partendo da basi diverse e risultando, a tratti, meno ostico del solito, non possiamo certo dire che questo lavoro si discosti molto, nella forma come nella sostanza, dagli altri realizzati da quest’artista.
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